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Copywriter e contributi INPS

Lavoro e Previdenza

Stai lavorando come copywriter freelance?

Oppure vuoi aprire partita IVA e capire quanti contributi INPS dovrai pagare?

Per un copywriter, il punto di partenza è capire come svolgi realmente la tua attività.

Se lavori personalmente per i clienti, scrivendo siti web, newsletter o campagne pubblicitarie, normalmente rientri nella Gestione Separata INPS.

Se invece svolgi un’attività organizzata in forma d’impresa, l’inquadramento può cambiare.

In questo articolo ti spiego:

✔️ quale gestione INPS deve scegliere un copywriter;

✔️ quanto si paga nel 2026;

✔️ come si calcolano i contributi;

✔️ cosa cambia se lavori anche come dipendente;

✔️ come funzionano prestazioni occasionali e rivalsa INPS del 4%.

Copywriter e contributi INPS

Copywriter contributi INPS: da dove partire

Il copywriter non ha una cassa previdenziale professionale dedicata.

Nella maggior parte dei casi, quindi, versa i contributi all’INPS.

Se lavori come freelance e svolgi personalmente la tua attività, normalmente devi iscriverti alla Gestione Separata INPS.

È il caso del copywriter che scrive:

  • articoli e contenuti;
  • pagine per siti web;
  • newsletter;
  • testi pubblicitari;
  • contenuti per campagne di marketing.

La situazione può cambiare quando non prevale più soltanto il tuo lavoro personale.

Ad esempio, potresti gestire un progetto editoriale organizzato che produce ricavi attraverso spazi pubblicitari.

In presenza di una vera organizzazione imprenditoriale può entrare in gioco la Gestione Commercianti INPS.

Non basta quindi dire: “faccio il copywriter”.

Bisogna capire cosa fai realmente e come è organizzato il tuo lavoro.

Copywriter Gestione Separata INPS: quanto si paga nel 2026

La Gestione Separata INPS è normalmente l’inquadramento del copywriter che lavora come libero professionista.

Nel 2026 l’aliquota ordinaria per il professionista è pari al 26,07%.

Questa percentuale riguarda chi non è pensionato e non ha un’altra copertura previdenziale obbligatoria.

Se invece sei pensionato o già assicurato presso un’altra previdenza obbligatoria, l’aliquota è del 24%.

Facciamo un esempio.

Hai un reddito professionale imponibile di 20.000 euro.

Il calcolo sarà:

20.000 euro × 26,07% = 5.214 euro

I contributi sono a tuo carico e vengono determinati con la dichiarazione dei redditi.

Vengono poi versati tramite modello F24, secondo le scadenze previste per saldo e acconti.

Attenzione però.

Il calcolo non si fa necessariamente sul totale delle fatture emesse.

Bisogna prima determinare correttamente il reddito imponibile ai fini contributivi.

Contributi INPS copywriter in regime forfettario

Se sei in regime forfettario, non calcoli i contributi direttamente sul fatturato.

Prima devi determinare il reddito previsto dalle regole del regime forfettario.

In pratica, parti dai compensi rilevanti e applichi il coefficiente di redditività previsto per la tua attività.

Ottieni così il reddito da indicare nel quadro LM della dichiarazione.

Su questo importo vengono calcolati i contributi della Gestione Separata.

È importante non confondere:

  • fatturato;
  • reddito imponibile;
  • contributi da pagare.

Sono tre cose diverse.

Uno degli errori che vediamo più spesso è prendere il fatturato annuale e applicare direttamente l’aliquota INPS.

Il calcolo corretto richiede prima di individuare il reddito imponibile.

Per approfondire puoi leggere la nostra guida sul regime forfettario.

Contributi INPS copywriter in regime ordinario

Se non utilizzi il regime forfettario, il calcolo del reddito segue regole diverse.

Nel regime ordinario devi determinare il reddito professionale secondo le normali regole fiscali.

In termini molto semplici, assumono rilevanza i compensi e i costi deducibili della tua attività.

Per un copywriter possono esserci, ad esempio:

  • software e servizi online;
  • computer e attrezzature;
  • formazione professionale;
  • consulenze;
  • coworking;
  • altri costi legati all’attività.

Una volta determinato il reddito professionale, puoi calcolare i contributi INPS dovuti.

Anche per questo motivo non è corretto dire che un copywriter paga il 26,07% del proprio fatturato.

La percentuale viene applicata alla base imponibile contributiva.

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Copywriter e minimale della Gestione Separata INPS

La Gestione Separata non prevede il classico contributo minimo fisso delle gestioni Artigiani e Commercianti.

Questo è un punto importante.

Per il 2026 l’INPS indica un minimale di reddito pari a 18.808 euro.

Ma questo minimale serve per ottenere l’accredito contributivo dell’intero anno.

Non significa che un copywriter debba versare obbligatoriamente contributi su almeno 18.808 euro.

Se il tuo reddito è inferiore, pagherai i contributi sul reddito effettivamente rilevante.

Potresti però ottenere l’accredito di un numero inferiore di mesi.

Per il professionista soggetto all’aliquota del 26,07%, il contributo necessario per l’accredito dell’intero anno è pari a 4.903,25 euro.

Copywriter e prestazione occasionale: attenzione ai 5.000 euro

Molti copywriter iniziano con qualche piccolo incarico.

Un articolo per un sito.

Una pagina di vendita.

Una newsletter per un cliente.

In alcuni casi può trattarsi realmente di lavoro autonomo occasionale.

Attenzione però: 5.000 euro non è il limite che stabilisce quando devi aprire la partita IVA.

È uno degli equivoci più frequenti.

Per il lavoro autonomo occasionale, la soglia dei 5.000 euro annui riguarda la franchigia ai fini contributivi.

Se l’attività diventa abituale, il problema della partita IVA può presentarsi anche con compensi inferiori.

Facciamo un esempio.

Scrivi una volta un testo per un’azienda e vieni pagato per quel singolo incarico.

La prestazione potrebbe avere caratteristiche occasionali.

Se invece promuovi stabilmente i tuoi servizi, cerchi clienti e ricevi incarichi durante l’anno, la situazione cambia.

Stai svolgendo un’attività professionale abituale.

Per approfondire puoi leggere il nostro articolo sul lavoro autonomo occasionale.

Copywriter con lavoro dipendente: cosa cambia

Puoi essere contemporaneamente lavoratore dipendente e copywriter freelance.

In questo caso devi valutare anche la tua posizione previdenziale.

Se hai già una copertura previdenziale obbligatoria come dipendente, per l’attività professionale soggetta alla Gestione Separata può trovare applicazione l’aliquota del 24%.

La situazione va però verificata concretamente.

Non basta avere genericamente un “secondo lavoro” per stabilire quale aliquota utilizzare.

Se sei dipendente devi inoltre considerare il rapporto con il tuo datore di lavoro.

Possono essere presenti obblighi di riservatezza o limiti legati alla concorrenza.

Per approfondire questo aspetto puoi leggere la nostra guida su partita IVA e lavoro dipendente.

Copywriter e rivalsa INPS del 4%

Se sei iscritto alla Gestione Separata puoi inserire in fattura una rivalsa INPS del 4%.

Si tratta di una facoltà, non di un obbligo.

Facciamo un esempio.

Hai concordato un compenso di 1.000 euro.

Se applichi la rivalsa del 4%, puoi aggiungere 40 euro al tuo compenso.

Questo non significa che il cliente abbia pagato il 4% dei tuoi contributi direttamente all’INPS.

La rivalsa aumenta il compenso richiesto al cliente.

I contributi alla Gestione Separata restano comunque a tuo carico.

Copywriter contributi INPS: errori da evitare

Il primo errore è pensare che tutti i copywriter abbiano automaticamente lo stesso inquadramento previdenziale.

Non è così.

Bisogna verificare come viene svolta concretamente l’attività.

Il secondo errore è confondere fatturato e reddito imponibile.

Il 26,07% non deve essere applicato automaticamente alle fatture emesse durante l’anno.

Il terzo errore riguarda i 5.000 euro.

Questa soglia non permette di svolgere un’attività abituale senza partita IVA.

Infine, attenzione alla rivalsa del 4%.

Puoi addebitarla al cliente, ma non sostituisce i contributi che devi versare all’INPS.

Prima di aprire partita IVA come copywriter conviene quindi verificare tre cose: attività svolta, regime fiscale e posizione previdenziale.

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