Questo mese tre aggiornamenti importanti: se hai la partita IVA, le scadenze di giugno per le imposte sono cambiate; se stai valutando il concordato preventivo biennale, c’è tempo fino a ottobre per decidere; se detieni criptovalute, la dichiarazione dei redditi richiede attenzione particolare.
Hai la partita IVA? Le scadenze di giugno per le imposte sono cambiate
Riguarda: titolari di partita IVA in regime ordinario o forfetario, professionisti, lavoratori autonomi, soci di società trasparenti.
Il termine del 30 giugno per il pagamento delle imposte è stato spostato.
Chi applica gli indici di affidabilità fiscale (ISA) e chi è in regime forfetario può versare entro il 20 luglio senza nessuna maggiorazione.
C’è anche una seconda finestra: si può pagare fino al 19 agosto, ma in questo caso si aggiunge un interesse dello 0,80%. Attenzione: questa maggiorazione è il doppio rispetto a quella applicata negli anni scorsi per lo stesso tipo di proroga.
Chi non rientra in queste categorie deve rispettare la scadenza ordinaria del 30 giugno.
Stai valutando il concordato preventivo biennale? C’è tempo fino al 31 ottobre
Riguarda: titolari di partita IVA che applicano gli ISA. Non riguarda chi è in regime forfetario.
Il concordato preventivo biennale permette di concordare con il Fisco il reddito da dichiarare per il 2026 e il 2027.
Se poi guadagni di più, l’eccedenza non viene tassata. La proposta viene calcolata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei tuoi dati storici e del settore.
Ci sono novità a favore del contribuente: la proposta non può superare il 30-35% del reddito dell’anno precedente (la percentuale dipende dal tuo punteggio ISA).
Il termine per aderire è il 31 ottobre 2026. Ci sono vantaggi concreti, ma anche rischi: se il tuo reddito effettivo risultasse inferiore a quello concordato, le imposte si pagano comunque sul valore pattuito.
Contatta lo Studio per valutare insieme se conviene aderire.
Hai criptovalute? Vanno dichiarate, anche poche
Riguarda: chiunque detenga criptovalute o altri asset digitali, anche in piccole quantità.
Chi possiede criptovalute è obbligato a dichiararle nella dichiarazione dei redditi, indicando il valore del portafoglio al 31 dicembre 2025.
Non esistono soglie di esenzione: anche pochi euro vanno indicati.
Chi non compila la sezione dedicata rischia sanzioni che arrivano fino al 15% del valore degli asset non dichiarati, più un’imposta annua pari al 2 per mille sul valore detenuto. A queste si aggiungono ulteriori sanzioni per chi non ha dichiarato eventuali guadagni realizzati vendendo o scambiando criptovalute.
Se hai dubbi su come compilare la dichiarazione o su cosa dichiarare esattamente, contatta lo Studio prima di inviare.