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Regime forfettario per graphic designer

Fisco e Tasse

Stai lavorando come graphic designer freelance?

Oppure vuoi aprire partita IVA per creare loghi, illustrazioni e identità visive?

Il regime forfettario graphic designer è spesso la prima soluzione da valutare.

Ha una gestione semplice e prevede meno adempimenti contabili.

Inoltre, consente di applicare un’imposta sostitutiva agevolata.

Non basta, però, aprire partita IVA e iniziare a fatturare.

Devi controllare i requisiti, scegliere il codice ATECO e valutare i contributi INPS.

In questa guida vediamo cosa serve per accedere al regime forfettario.

Puoi approfondire anche leggendo la guida di Studio Cartello su graphic designer freelance e partita IVA.

Regime forfettario graphic designer

Regime forfettario graphic designer: requisiti di accesso

Il regime forfettario graphic designer è riservato alle persone fisiche.

Puoi utilizzarlo quando eserciti l’attività individualmente, senza operare attraverso una società.

Il primo requisito riguarda gli incassi dell’anno precedente.

Non devi aver superato il limite annuale di 85.000 euro.

Devi inoltre rispettare il limite di 20.000 euro per dipendenti e collaboratori.

Se percepisci redditi da lavoro dipendente o pensione, devi controllare un’altra soglia.

Per il 2026 il limite previsto è pari a 35.000 euro.

La causa di esclusione non opera quando il rapporto di lavoro è terminato.

Esistono anche altre situazioni da verificare.

Ad esempio, potresti non accedere al forfettario quando:

  • partecipi a una società di persone;
  • controlli una società a responsabilità limitata collegata alla tua attività;
  • utilizzi particolari regimi IVA;
  • lavori soprattutto per il tuo attuale o precedente datore di lavoro.

Quest’ultimo punto riguarda anche i rapporti conclusi nei due anni precedenti.

Esempio pratico.

Lasci un’agenzia e inizi a fatturare quasi esclusivamente alla stessa struttura.

In questa situazione il regime forfettario potrebbe non essere applicabile.

I requisiti devono quindi essere controllati prima di aprire la partita IVA.

Regime forfettario graphic designer e codice ATECO

Il codice ATECO identifica l’attività che svolgi realmente.

Non deve essere scelto soltanto in base al titolo presente su LinkedIn.

La classificazione ATECO 2025 prevede due codici specifici per la progettazione grafica:

  • 74.12.01 – Grafica di pagine web;
  • 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e comunicazione visiva.

Il primo codice può essere adatto a chi progetta layout e interfacce web.

Il secondo comprende attività come loghi, brand identity e grafica pubblicitaria.

Può riguardare anche illustrazioni, materiali promozionali e comunicazione visiva.

Esempio pratico.

Realizzi loghi, palette colori, brochure e grafiche per i social.

Il codice 74.12.09 potrebbe rappresentare meglio la tua attività.

Se progetti soprattutto pagine web, potresti valutare il codice 74.12.01.

La situazione cambia se sviluppi anche il codice informatico del sito.

Grafica e programmazione sono infatti attività differenti.

Per questo non conviene scegliere il codice ATECO “a sensazione”.

Regime forfettario graphic designer: limite degli incassi

Il limite principale del regime forfettario graphic designer è pari a 85.000 euro.

Devi considerare i compensi realmente incassati durante l’anno.

Non contano soltanto le fatture emesse.

Nel regime forfettario si applica infatti il principio di cassa.

Immagina di emettere una fattura a dicembre.

Il cliente effettua il pagamento nel mese di gennaio.

Il compenso sarà conteggiato nell’anno del pagamento.

Se superi 85.000 euro, ma resti sotto 100.000 euro, esci l’anno successivo.

Se superi 100.000 euro, invece, la fuoriuscita avviene durante lo stesso anno.

Questo controllo è importante quando l’attività cresce velocemente.

Potresti ricevere nuovi incarichi da agenzie, aziende o clienti esteri.

Conviene quindi aggiornare ogni mese il totale degli incassi ricevuti.

Per approfondire puoi leggere l’articolo sul regime forfettario per freelance digitali.

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Regime forfettario graphic designer: tasse e contributi

Nel forfettario non deduci separatamente computer, software, corsi e coworking.

Il reddito viene determinato applicando un coefficiente agli incassi.

Per le attività professionali del gruppo ATECO 74 il coefficiente è generalmente del 78%.

Facciamo un esempio con 40.000 euro di incassi.

Il reddito calcolato forfettariamente sarà:

40.000 × 78% = 31.200 euro

Su questo importo vengono calcolati i contributi previdenziali.

Un graphic designer professionista viene generalmente iscritto alla Gestione Separata INPS.

Nel 2026 l’aliquota per i professionisti senza altra copertura previdenziale è del 26,07%.

I contributi sarebbero quindi circa 8.134 euro.

Dopo aver dedotto i contributi, l’imposta sostitutiva sarà indicativamente:

  • circa 1.153 euro con l’aliquota del 5%;
  • circa 3.460 euro con l’aliquota del 15%.

L’aliquota ridotta del 5% non spetta automaticamente a tutte le nuove partite IVA.

Devi rispettare i requisiti previsti per una nuova attività.

La Gestione Separata non prevede contributi minimi fissi.

Paghi quindi una percentuale sul reddito prodotto.

L’inquadramento può cambiare quando l’attività assume caratteristiche artigiane o commerciali.

Trovi maggiori dettagli nella guida sui contributi INPS del graphic designer.

Regime forfettario graphic designer: quando non conviene

Il regime forfettario graphic designer non è sempre la scelta migliore.

Può essere meno conveniente quando sostieni costi professionali elevati.

Pensa a un grafico che affitta uno studio e acquista attrezzature costose.

Potrebbe anche collaborare stabilmente con fotografi, sviluppatori e videomaker.

Nel forfettario queste spese non vengono dedotte singolarmente.

Sono considerate in modo standard attraverso il coefficiente di redditività.

Esempio pratico.

Incassi 78.000 euro e sostieni 25.000 euro di costi effettivi.

In questo caso conviene confrontare il forfettario con il regime ordinario.

Il regime più semplice non è sempre quello economicamente migliore.

Regime forfettario graphic designer: conclusione

Il regime forfettario graphic designer può essere adatto a molti professionisti creativi.

Funziona bene soprattutto quando lavori da solo e hai costi contenuti.

Prima di sceglierlo, però, devi verificare tutti i requisiti.

Devi controllare gli incassi, il codice ATECO e la posizione previdenziale.

È utile anche preparare una simulazione di tasse e contributi.

Così puoi capire quanto accantonare e quanto ti resta davvero.

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