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Circolare del 12 ottobre 2026

Questo mese: una buona notizia sui contributi per chi è socio di una s.r.l. e ci lavora, un controllo da fare sullo statuto della propria società, una carta in meno da conservare per chi paga o incassa con il POS.

Sei socio di una s.r.l. e ci lavori? Niente contributi INPS sugli utili lasciati in società

Riguarda: soci di s.r.l. che lavorano nella società e versano i contributi come artigiani o commercianti.

Finora l’INPS calcolava i contributi del socio anche sugli utili della società, pure quando restavano in azienda e il socio non li incassava.

La Cassazione ha stabilito che non si può fare.

Se l’assemblea decide di lasciare l’utile nella società, quella somma non conta per i tuoi contributi.

Restano due eccezioni.

Il contributo fisso minimo si paga comunque.

La regola non vale per le s.r.l. che hanno scelto la “trasparenza fiscale”: lì l’utile viene attribuito ai soci anche se non lo incassano.

Se negli anni scorsi l’INPS ti ha chiesto contributi su utili rimasti in società, parlane con lo Studio.

Hai una s.r.l.? È il momento di far rileggere lo statuto

Riguarda: soci e amministratori di s.r.l.

Una recente riforma, pensata per le grandi società, ha effetti anche sulle s.r.l.

Alcune clausole degli statuti scritti anni fa oggi rischiano di essere superate o poco chiare.

I punti principali sono quattro.

Assemblee online. Se lo statuto impone che presidente e segretario siano fisicamente nello stesso luogo, una riunione tutta a distanza può essere contestata. Conviene togliere il vincolo.

Amministratori. Meglio chiarire che possono fare tutto ciò che è utile all’attività, non solo lo stretto necessario.

Concorrenza dei soci. Il permesso a un socio di fare attività concorrenti va limitato a casi specifici, con condizioni precise.

Controlli. È preferibile parlare di “organo di controllo” invece che di “sindaco”.

Non c’è una scadenza immediata.

Conviene però aggiornare lo statuto alla prima occasione utile. Lo Studio può verificarlo per te.

Paghi o incassi con il POS? Non serve più conservare le ricevute di carta

Riguarda: imprese, professionisti, negozi e chiunque paghi o incassi con carta.

Le ricevute stampate dal POS non vanno più conservate.

Al loro posto vale l’estratto conto della banca, a patto che riporti i dati di ogni singola operazione.

La novità riguarda solo le ricevute del POS.

Fatture e scontrini si conservano come prima.

Controlla che il tuo estratto conto mostri i singoli pagamenti e non solo un totale.

Gli estratti conto vanno tenuti per dieci anni.

Se li conservi solo in formato digitale, chiedi allo Studio come farlo correttamente.

Per qualsiasi dubbio o approfondimento sugli argomenti di questa circolare, contatta lo Studio.