Questo mese: più tempo per detrarre l’IVA su una fattura arrivata in ritardo, meno sanzioni per chi ha un registratore di cassa, e un nuovo obbligo per chi usa l’intelligenza artificiale nel lavoro.
Hai dimenticato di detrarre l’IVA su una fattura? Ora hai più tempo per rimediare
Riguarda: tutte le partite IVA che acquistano beni o servizi con fattura.
Da quest’anno hai più tempo per detrarre l’IVA sugli acquisti.
Se hai ricevuto una fattura in ritardo, o te ne sei accorto solo dopo, puoi ancora recuperare l’imposta fino alla dichiarazione IVA del secondo anno successivo a quello in cui è nato il diritto. Prima il margine era più stretto.
Non devi fare nulla di attivo: è una maggiore flessibilità che si applica automaticamente.
Ti conviene comunque tenere sempre aggiornati i registri contabili, perché la detrazione resta legata alle fatture effettivamente ricevute e registrate in tempo utile.
Se hai dubbi su una fattura specifica che pensavi di aver perso, parlane con lo Studio: potrebbe non essere troppo tardi.
Hai un registratore di cassa? Piccoli errori di trasmissione non ti costeranno più una sanzione
Riguarda: negozi, bar, ristoranti, chiunque trasmetta i corrispettivi tramite registratore telematico.
Da oggi c’è più margine di tolleranza sugli errori tecnici nella trasmissione dei corrispettivi giornalieri.
Se lo scarto tra i pagamenti elettronici registrati e quelli effettivamente ricevuti è pari o inferiore al 5%, la sanzione — 100 euro per trasmissione, fino a 1.000 euro a trimestre — non si applica più.
È una misura pensata per le discrepanze tecniche, non per chi sbaglia sostanzialmente i conti: se la differenza supera il 5%, la sanzione resta.
Non cambia nulla nella gestione quotidiana: continua a tenere allineati cassa e sistemi di pagamento come hai sempre fatto.
La novità è che i piccoli scarti fisiologici non ti penalizzeranno più.
Usi un chatbot o generi contenuti con l’IA? Da agosto è obbligatorio dichiararlo
Riguarda: imprese e professionisti che usano strumenti di intelligenza artificiale generativa — chatbot sul sito, contenuti testuali, immagini o video creati con l’IA.
Da agosto è in vigore l’obbligo di trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale.
Se il tuo sito ha un chatbot, deve essere chiaro ai visitatori che stanno parlando con un sistema automatico, non con una persona.
Se generi contenuti — testi, immagini, audio o video — con strumenti di IA, questi contenuti vanno etichettati come tali, in un formato riconoscibile.
L’attenzione è massima sui contenuti che potrebbero sembrare reali (immagini o video) o sui testi informativi rivolti al pubblico: in questi casi l’origine artificiale va dichiarata in modo chiaro.
Se non usi questi strumenti, non ti riguarda. Se li usi, verifica che il chatbot o i contenuti generati lo dichiarino esplicitamente.
Per qualsiasi dubbio o approfondimento sugli argomenti di questa circolare, contatta lo Studio.
