Affitti brevi e gestione immobile: meglio fai-da-te o Property Manager?

Affitti brevi e gestione immobile: meglio fai-da-te o Property Manager?
Immagine generata con IA

Negli ultimi anni, affittare casa su Airbnb non è più un hobby.

È diventata un’attività vera e propria, con ospiti sempre più esigenti, norme fiscali rigide e un livello di concorrenza elevatissimo.

Se prima bastava caricare qualche foto e aspettare le prenotazioni, oggi bisogna pensare a tutto: marketing, pulizie, manutenzione, dichiarazioni fiscali.

E il tempo libero? Sparito.

Ecco perché in tanti si chiedono: ha ancora senso fare tutto da soli o conviene affidarsi a un property manager?

In questa guida ti spiego:

  • gestione fai-da-te: libertà totale ma è un secondo lavoro
  • il Property Manager: il direttore d’orchestra del tuo immobile
  • Property Manager: quanto costa e cosa ti evita
  • il Property Manager come sostituto d’imposta
  • come decidere se delegare

Gestione fai-da-te: libertà totale ma è un secondo lavoro

Marketing, portali e prenotazioni

L’host che gestisce da solo il proprio appartamento deve occuparsi di ogni aspetto: creare annunci efficaci, caricare belle foto, rispondere in fretta ai messaggi, impostare prezzi dinamici.

E se si è su più portali (Airbnb, Booking, Vrbo), serve anche un channel manager per evitare l’overbooking.

Check-in, pulizie e manutenzione

Ogni ospite va accolto, o almeno guidato con un sistema di accesso automatico.

Dopo il check-out, l’appartamento va controllato, pulito a fondo e riattrezzato. Biancheria fresca, prodotti base, piccoli interventi di manutenzione.

Serve tempo, organizzazione e una rete di contatti affidabili.

Aspetti fiscali e adempimenti

Gestire in autonomia significa anche gestire la burocrazia:

  • comunicazioni alla Questura tramite portale Alloggiati Web
  • imposta di soggiorno (se prevista)
  • scelta del regime fiscale: cedolare secca al 21% (o 26% dal secondo immobile)
  • ricezione della Certificazione Unica con ritenuta del 21% operata dai portali
  • soglia dei 2 immobili: superata quella, serve la partita IVA

Chi sbaglia rischia multe salate.

Non basta dichiarare il reddito, bisogna anche controllare che tutto sia stato correttamente trattenuto e versato dai portali o dagli intermediari.

Il Property Manager: il direttore d’orchestra del tuo immobile

Chi è e cosa fa

È un professionista, spesso con partita IVA, che gestisce uno o più immobili per conto dei proprietari.

Si occupa di tutto: dal marketing alla burocrazia.

In genere lavora con un mandato che stabilisce compiti, limiti e compensi.

I più strutturati usano software per gestire prenotazioni, prezzi e pulizie.

Tutte le attività che prende in carico

  • Analisi del territorio e posizionamento dell’annuncio
  • Foto professionali, home staging, copy degli annunci
  • Pricing dinamico per aumentare l’occupazione e le tariffe medie
  • Gestione h24 degli ospiti (check-in, messaggi, emergenze)
  • Coordinamento di pulizie, lavanderia, manutenzione
  • Adempimenti fiscali: imposta di soggiorno, registrazione ospiti, comunicazioni obbligatorie
  • Rilascio di report dettagliati sui risultati economici

Un buon PM lavora con KPI (occupazione, ADR, recensioni) e tratta l’immobile come un business.

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Property Manager: quanto costa e cosa ti evita

Commissioni e confronto con il fai-da-te

Il costo medio si aggira tra il 15% e il 30% del canone lordo.

In città come Roma o Milano, un servizio “chiavi in mano” costa tra il 20% e il 28%, ma offre molto di più del semplice annuncio.

💡 Esempio:
Canone annuo lordo: 20.000 €
Commissione PM 25%: 5.000 €
Ma in cambio hai:

  • più prenotazioni grazie al pricing ottimizzato
  • meno stress operativo
  • meno rischio di errori fiscali

Spesso, il ricavo netto non diminuisce, anzi aumenta.

Il Property Manager come sostituto d’imposta

Una delle novità più importanti riguarda la ritenuta del 21%.

Se il PM incassa per tuo conto, ha l’obbligo di:

  • trattenere il 21% sui canoni
  • versarlo all’Agenzia delle Entrate
  • rilasciare la Certificazione Unica

Questo ti solleva da molti rischi. Non devi versare tu la ritenuta, ma solo dichiarare correttamente il reddito.

🔎 Scenario A – Gestione autonoma: niente sostituto d’imposta → tutto sulle tue spalle.
🔎 Scenario B – Gestione con PM: lui si occupa della ritenuta → tu pensi solo alla dichiarazione.

Come decidere se delegare

Fai queste 5 domande:

  1. Quanto tempo posso dedicare ogni settimana?
  2. Quanti immobili ho (e con quale orizzonte: extra o impresa)?
  3. Vivo vicino all’appartamento?
  4. Quanto sono a mio agio con burocrazia, portali e normativa?
  5. Quanto mi spaventa sbagliare qualcosa col Fisco?

Conclusione

La gestione fai-da-te può funzionare se hai tempo, voglia e un solo immobile. Ma richiede impegno costante e competenze precise.

Affidarsi a un property manager non è una spesa, è una scelta strategica.

Ti permette di trasformare l’affitto breve in un’attività redditizia, sostenibile e, soprattutto, serena.

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Svolgo dal 1984 la professione di Ragioniere Tributarista con studio in Torino. La mia specializzazione consiste nel fornire risposte e soluzioni alle problematiche fiscali e tributarie delle piccole imprese e dei liberi professionisti.