Web developer freelance e partita IVA

Web developer e partita IVA
Immagine generata con IA

Se sei un web developer freelance, prima o poi arriva il momento della domanda fatidica: devo aprire la partita IVA?

La risposta dipende da come lavori.

Se realizzi un sito ogni tanto, senza continuità, puoi usare la prestazione occasionale.
Se invece cerchi clienti, hai un portfolio, fai preventivi e lavori con continuità, la partita IVA diventa necessaria.

In questo articolo ti spiego cosa devi sapere su partita IVA, codice ATECO, regime forfettario e contributi INPS.

Senza complicarti la vita.

Web developer freelance: quando serve la partita IVA

La partita IVA serve quando la tua attività è abituale e continuativa.

Non conta solo quanto incassi.
Conta soprattutto come svolgi il lavoro.

Esempio pratico.

Se un amico ti chiede una landing page una volta all’anno, può essere una prestazione occasionale.
Se invece hai un sito personale, promuovi i tuoi servizi e lavori con più clienti, stai svolgendo un’attività professionale.

In questo caso devi aprire la partita IVA.

Molti web developer iniziano mentre sono ancora dipendenti.
È possibile, ma devi controllare il tuo contratto di lavoro.

Attenzione soprattutto a clausole di esclusiva, non concorrenza e riservatezza.

Leggi anche la guida di Studio Cartello su partita IVA e lavoro dipendente.

Codice ATECO web developer: quale scegliere

Quando apri la partita IVA devi indicare il codice ATECO.

Il codice ATECO serve a identificare la tua attività.
Per un web developer freelance il codice più usato è il 62.10.00, cioè attività di programmazione informatica.

È adatto se sviluppi siti, web app, software, plugin, applicazioni o strumenti digitali.

In alcuni casi possono esserci altri codici.

Ad esempio, il 62.20.10 riguarda la consulenza informatica.
Può essere utile se fai soprattutto analisi, project management o consulenza IT.

Se invece ti occupi quasi solo di grafica per siti web, può entrare in gioco il codice 74.12.01.

La scelta non è solo formale.
Nel regime forfettario il codice ATECO incide sul coefficiente di redditività.

Per il codice 62.10.00 il coefficiente è il 67%.
Significa che, nel forfettario, le tasse non si calcolano su tutto l’incasso.

Si calcolano su una parte del fatturato.

Esempio: se incassi 40.000 euro, il reddito imponibile sarà 26.800 euro.

Scopri come scegliere il codice ATECO corretto in questo articolo di Studio Cartello.

Regime forfettario web developer: quando conviene

Il regime forfettario è spesso la scelta più semplice per chi inizia.

Puoi usarlo se rispetti i requisiti previsti dalla legge.
Il limite principale è il fatturato annuo di 85.000 euro.

I vantaggi sono chiari:

  • non applichi l’IVA in fattura;
  • hai meno adempimenti;
  • paghi un’imposta sostitutiva;
  • il calcolo delle tasse è più semplice.

L’imposta sostitutiva è del 15%.
Può scendere al 5% per i primi 5 anni, se hai i requisiti per nuova attività.

Nel forfettario, però, non scarichi i costi reali.

Computer, hosting, software, abbonamenti, coworking e formazione sono già considerati nel coefficiente.
Per questo il regime forfettario conviene soprattutto se hai pochi costi.

Se invece hai molte spese, il regime ordinario può diventare più interessante.

Esempio semplice.

Se incassi 60.000 euro e hai costi reali molto bassi, il forfettario può essere vantaggioso.
Se invece spendi tanto in collaboratori, advertising, hardware e licenze, va fatto un calcolo più preciso.

Approfondisci il regime forfettario nella guida di Studio Cartello.

Vuoi saperne di più?

Contattaci subito: avrai un team di esperti al tuo servizio!

Chatta con noi, adesso!

Contributi INPS web developer freelance

Oltre alle tasse devi considerare i contributi INPS.

Per molti web developer freelance l’inquadramento corretto è la Gestione Separata INPS.

Questa gestione ha un vantaggio importante: non prevede contributi fissi minimi.

Paghi i contributi in percentuale sul reddito imponibile.
Quindi, se guadagni poco, paghi meno.

Diverso è il caso della Gestione Artigiani.
Qui ci sono contributi fissi annuali, anche se incassi poco.

La distinzione dipende dal tipo di attività svolta.

Se fai soprattutto attività intellettuale, consulenza e sviluppo su commissione, spesso si parla di Gestione Separata.
Se invece hai una struttura organizzata e un’attività più imprenditoriale, la situazione può cambiare.

Ecco perché è importante valutare bene l’inquadramento fin dall’inizio.

Un errore può costarti caro.

Tasse web developer freelance: esempio pratico

Facciamo un esempio.

Marco è un web developer freelance.
Ha codice ATECO 62.10.00, regime forfettario e Gestione Separata INPS.

Nel 2026 incassa 45.000 euro.

Con coefficiente di redditività al 67%, il reddito imponibile è:

45.000 x 67% = 30.150 euro.

Su questo importo si calcolano i contributi INPS.
Poi i contributi versati riducono la base su cui calcolare l’imposta sostitutiva.

Se Marco ha l’aliquota al 5%, perché è nei primi anni di attività, il carico fiscale sarà più leggero.
Se invece applica il 15%, pagherà di più.

Questo esempio serve a capire una cosa importante: il fatturato non è il guadagno netto.

Quando stabilisci le tue tariffe, devi considerare tasse, contributi, ferie, malattia e periodi senza clienti.

Web developer freelance e clienti esteri

Molti web developer lavorano con clienti esteri.

In questo caso bisogna fare attenzione alla fatturazione.

Con clienti UE titolari di partita IVA può servire l’iscrizione al VIES.
Con clienti extra UE, come Stati Uniti o Regno Unito, la fattura segue regole diverse.

Anche la valuta è importante.

Puoi essere pagato in dollari o sterline, ma dovrai convertire gli importi in euro secondo le regole fiscali.

Se lavori con marketplace, plugin, temi o SaaS, la situazione può diventare più complessa.

I ricavi si sommano agli altri compensi della partita IVA.
Quindi contano anche per il limite degli 85.000 euro del forfettario.

Conclusione

Aprire la partita IVA come web developer freelance non significa solo emettere fatture.

Significa scegliere il codice ATECO corretto, valutare il regime fiscale, capire i contributi INPS e impostare bene i contratti con i clienti.

La scelta giusta dipende da come lavori, quanto incassi e quali costi sostieni.

Prima di partire, fai una simulazione realistica.

Meglio chiarire tutto subito che scoprire dopo di aver scelto il regime sbagliato.

Se l’articolo ti è stato utile o ha riscosso il tuo interesse, condividilo con altri. 

Se hai dei dubbi o necessiti di approfondimenti scrivi nei commenti.

Vuoi chiarire i tuoi dubbi?

Richiedi una consulenza: i nostri professionisti sono a tua disposizione!

Prenota una consulenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Svolgo dal 1984 la professione di Ragioniere Tributarista con studio in Torino. La mia specializzazione consiste nel fornire risposte e soluzioni alle problematiche fiscali e tributarie delle piccole imprese e dei liberi professionisti.