Fattura elettronica: il tempo passa, ma …

Breaking News

intervista Antonio Cartello

Ripropongo l’intervista apparsa su Breaking News, la newsletter mensile edita da Delaini & Partners, sul tema della fatturazione elettronica.

Domanda

La Fatturazione Elettronica ci è stata presentata come la soluzione intelligente capace di mettere ordine nelle transazioni B2B tra aziende e contrastare in modo efficace l’evasione fiscale. L’avevano annunciata per tempo, era stata preceduta dalle esperienze applicative tra aziende e Pubblica Amministrazione e dal primo gennaio è (o dovrebbe essere) perfettamente a regime. Voi, come Consulenti e Studio Professionale, avete il termometro delle reazioni dei vostri Clienti. Cosa sta succedendo? L’adeguamento è partito senza intoppi?

Risposta

C’è stato, a mio parere, un grosso equivoco in merito all’introduzione della fatturazione elettronica tra imprese e cioè: la fatturazione elettronica non combatterà l’evasione fiscale. Potrà semmai ridurre i tempi di controllo rispetto all’obbligo di versamento dell’IVA dovuta dalle aziende, consentendo al Fisco di avere informazioni molto più tempestive.

Detto ciò, io appartengo allo sparuto gruppo di consulenti assolutamente favorevoli a questo nuovo obbligo di fatturazione elettronica per almeno due motivi: metterà ordine nella gestione amministrativa delle micro imprese e dei liberi professionisti e li avvicinerà (anche se a seguito di un obbligo di legge) ad un maggiore utilizzo di strumenti digitali, il che non potrà che essere un vantaggio, anche se per ora non viene ancora percepito.

Si è arrivati alla scadenza epocale del 1° gennaio in ordine sparso, sia tra i consulenti che tra le aziende. Numerosi studi professionali, tra cui il nostro, hanno investito ingenti risorse già dai primi mesi del 2018 per studiare a fondo le esigenze delle varie tipologie di clienti, per poi passare negli ultimi mesi dell’anno all’addestramento delle ditte utilizzatrici, chi con incontri collettivi con la propria clientela e chi con proposte formative sui singoli clienti.

Altri professionisti, insieme a numerose aziende, hanno sperato sino all’ultimo che si verificasse l’ennesima proroga della scadenza, trovandosi poi spiazzati nella frettolosa ricerca della soluzione da adottare. Ancora in questi giorni di inizio febbraio vedo intere pagine di quotidiani nazionali con pubblicità di software di fatturazione elettronica.

 

Domanda

E’ vero che le aziende, tutte le aziende, hanno dovuto adeguarsi, ma dall’altra parte della barricata ci sono i servizi che lo Stato, attraverso gli Enti preposti, deve fornire per far “girare” il modo ordinato una grande massa di movimenti amministrativi. Ci sono stati disservizi o ritardi su questo versante?

Risposta

Se stiamo alle dichiarazioni ufficiali dell’Agenzia Entrate sta andando tutto per il meglio; ascoltando i pareri di principali interlocutori dello SDI (il sistema che gestisce l’invio e la ricezione delle fatture elettroniche), come ad esempio Assosoftware, pare che vi siano stati numerosi disservizi.

La nostra esperienza diretta mi porta a dire che l’avvio è stato scioccante: nei primi 6/7 giorni di gennaio il sistema non ha retto a dovere, causando degli enormi rallentamenti nella consegna delle fatture ai destinatari. Siamo ad inizio febbraio e alcuni lotti di fatture emesse nei primi giorni di gennaio non sono ancora pervenute.

L’altro collo di bottiglia c’è stato in prossimità del fine mese di gennaio, a causa del numero di fatture emesse da coloro che adottano la fatturazione differita (emettendo tutte le fatture l’ultimo giorno del mese).

Resto ottimista sul fatto che questi problemi siano dovuti all’iniziale periodo di rodaggio di tutto il sistema.

 

Domanda

La casistica delle fatture italiane è probabilmente tra le più complesse tra le Nazioni evolute: la soluzione pensata e divenuta obbligatoria è in grado di gestire correttamente tutte le casistiche che si presentano? Oppure ci sono segmenti merceologici o situazioni che avrebbero bisogno di correttivi o, per lo meno, di chiarimenti?

Risposta

Lo standard del file XML (utilizzato per la fattura elettronica) adottato già dal 2015 per le fatture verso la pubblica amministrazione è stato replicato per il nuovo obbligo di fatturazione elettronica tra imprese.

Ciò ha comportato alcuni problemi con riguardo a modalità di fatturazione che non esistevano nei confronti della pubblica amministrazione. Faccio un esempio. La gestione delle ritenute Enasarco che gli agenti e rappresentanti di commercio devono esporre in fattura quando addebitano alle case mandanti le loro provvigioni è stato il caso più lampante di inadeguatezza dello standard adottato. Per risolvere tale problema le case di software hanno dovuto ricorrere a stratagemmi che complicano l’operatività di chi deve compilare questo tipo di fattura.

 

Domanda

Oggi si trovano moltissime offerte di supporto alle aziende per l’adeguamento alla Fatturazione Elettronica. Le propongono Banche, società informatiche e altro, persino organizzazioni che si sono buttate a capofitto intravvedendo una allettante possibilità di business. Voi utilizzate la soluzione di uno tra i protagonisti dell’informatica nazionale: quali difficoltà avete avuto e quali supporti vi ha offerto il Produttore? E come riuscite a seguire i vostri Clienti nei dubbi operativi che si trovano di fronte?

Risposta

Il nostro fornitore di software ci ha supportato con incontri collettivi ed anche con riunioni svolte direttamente presso la nostra sede, sia nella fase di studio degli obblighi normativi sia nella successiva fase di presentazione degli strumenti di fatturazione elettronica da proporre alle nostre ditte clienti. Il supporto fornito è avvenuto anche utilizzando strumenti quali webinar, video tutorial oltre che le sempreverdi brochure. Va detto che, mai come in questa occasione, le case di software hanno dovuto lavorare in assoluta dipendenza rispetto alle tempistiche, alle informazioni e agli strumenti che sono stati, man mano, resi disponibili dall’Agenzia Entrate.

Venendo ai clienti, il nostro studio ha deciso di fornire direttamente tutta l’assistenza ai clienti che utilizzano gli strumenti di fatturazione da noi proposti. Abbiamo preferito formare il personale interno per poter dare ai nostri clienti, oltre alla tradizionale consulenza, anche un pieno supporto all’utilizzo delle varie piattaforme di fatturazione.

Ritengo che i nostri servizi verso le ditte clienti debbano espandersi anche verso l’utilizzo di tutti quegli strumenti digitali che migliorano la vita amministrativa delle aziende, come ad esempio, la conservazione sostitutiva e non solo.

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Svolgo dal 1984 la professione di Ragioniere Tributarista con studio in Torino. La mia specializzazione consiste nel fornire risposte e soluzioni alle problematiche fiscali e tributarie delle piccole imprese e dei liberi professionisti.