Maggio 26

Questo mese tre temi: cosa è cambiato nella dichiarazione precompilata appena uscita, perché anche un solo euro in criptovalute va dichiarato, e come un punteggio ISA alto può ridurre controlli e adempimenti.

Presenti il 730 o il modello Redditi? Tre cose da controllare nella precompilata

Riguarda: chiunque presenti la dichiarazione dei redditi come persona fisica.

La precompilata è disponibile dal 30 aprile e si può inviare dal 14 maggio. Le scadenze sono il 30 settembre per il 730 e il 2 novembre per il modello Redditi.

Tre cose cambiano. Sopra i 75.000 euro di reddito alcune detrazioni si riducono: vale la pena fare due conti prima di confermare. I figli si possono considerare a carico solo tra i 21 e i 30 anni; per gli altri c’è l’Assegno Unico. Le spese dei bonus edilizi sostenute lo scorso anno si spalmano su dieci anni: chi ha un’imposta bassa rischia di perdere parte della detrazione.

Anche se il modello arriva precompilato, la responsabilità dei dati resta tua. Controlla sempre con i documenti prima di confermare.

Hai criptovalute? Vanno dichiarate, anche per un solo euro

Riguarda: chiunque detenga criptovalute, su qualunque piattaforma e per qualunque importo.

Niente di nuovo nella sostanza, ma si avvicinano i termini della dichiarazione e il tema resta spesso sottovalutato. Chi possiede criptovalute al 31 dicembre dell’anno scorso deve indicarle in dichiarazione, anche se si tratta di pochi euro. Non esiste alcuna soglia minima di esenzione.

Cosa devi fare: segnalaci se detieni criptovalute, anche se non hai venduto e non hai realizzato guadagni. Va dichiarato il valore del portafoglio a fine anno e va calcolata una piccola imposta sul valore detenuto. Se hai venduto e realizzato guadagni, vanno dichiarati a parte.

Le sanzioni per chi non dichiara sono pesanti: dal 3% al 15% del valore non comunicato, oltre alle sanzioni sui guadagni eventualmente non dichiarati.

Hai una partita IVA non forfetaria? Un punteggio ISA alto significa meno controlli e meno adempimenti

Riguarda: titolari di partita IVA soggetti agli indici di affidabilità ISA — ditte individuali, società, professionisti. Non riguarda chi è in regime forfetario.

Cosa cambia: i punteggi che danno diritto ai vantaggi fiscali sono ora stabiliti in modo stabile, quindi valgono per quest’anno e per gli anni a venire.

I vantaggi sono concreti e dipendono dal punteggio. Con un punteggio alto puoi compensare crediti IVA fino a 70.000 euro l’anno senza visto di conformità ed evitare la garanzia per i rimborsi IVA. Sei escluso dalla disciplina delle società di comodo e da alcuni accertamenti sul reddito personale. I tempi di accertamento si riducono di un anno.

Cosa devi fare: chiedici come si posiziona il tuo punteggio e quali benefici puoi sfruttare. Un punto in più può valere molto in termini di liquidità e di tempo.

Per qualsiasi dubbio o approfondimento sugli argomenti di questa circolare, contatta lo Studio.