Febbraio 26

Sommario


La rottamazione-quinquies

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la cosiddetta rottamazione-quinquies, riferita ai carichi consegnati agli agenti della riscossione dal 2000 al 31 dicembre 2023.

La rottamazione prevede lo stralcio di qualsiasi sanzione amministrativa, degli interessi compresi nei carichi, degli interessi di mora e dei compensi di riscossione laddove ancora spettanti.

La rottamazione-quinquies, a differenza delle rottamazioni precedenti, è circoscritta ai carichi riguardanti:

  • imposte derivanti dalle attività di liquidazione automatica e di controllo formale della dichiarazione;
  • contributi INPS non pagati, con esclusione di quelli derivanti da accertamento (in questo caso, salvo posizioni debitorie risalenti, il carico non deriva da ruolo ma da avviso di addebito INPS);
  • sanzioni per violazioni del Codice della strada irrogate da Amministrazioni statali (in questo caso, la rottamazione causa il solo stralcio degli interessi e delle maggiorazioni di legge).

Il pagamento può avvenire in massimo 54 rate, spalmate tra il 2026 e il 2035.

I termini sono:

  • 30 aprile 2026, per trasmettere la domanda di rottamazione, indicando il numero di rate in cui dilazionare il debito e impegnandosi a rinunciare ai giudizi in corso;
  • 30 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunica al debitore la liquidazione delle somme;
  • 31 luglio 2026, per pagare tutte le somme o la prima rata.

Si decade in caso di omesso o insufficiente pagamento:

  • dell’unica rata scadente il 31 luglio 2026;
  • di due rate anche non consecutive del piano;
  • dell’ultima rata del piano.

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Compensazione ruoli 2026: la soglia scende a 50.000 euro

Il panorama della riscossione e delle compensazioni tributarie subisce dal 2026 una nuova, drastica sferzata.

La Legge di Bilancio 2026  ha infatti ridisegnato i confini del “blocco”, dimezzando la soglia di accesso al divieto di compensazione in presenza di carichi di ruolo per imposte erariali scadute o accertamenti esecutivi affidati in riscossione.

Dal 1° gennaio 2026, l’asticella si è abbassata: la compensazione ruoli è ora preclusa a chiunque presenti pendenze superiori a 50.000 euro.

Il divieto riguarda esclusivamente la cosiddetta compensazione “orizzontale” o “esterna”, ovvero quella che avviene tra tributi di diversa natura nel modello F24 (ad esempio, l’utilizzo di un credito IVA per pagare contributi INPS o ritenute).

Resta invece sempre consentita la “compensazione interna” (IVA su IVA, IRES su IRES), che non transita necessariamente per il modello F24 con saldo zero o ridotto.

La riduzione della soglia da 100.000 a 50.000 euro trasforma quella che era una norma per i “grandi debitori” in una regola ordinaria che impatta pesantemente sulla liquidità delle PMI.

La compensazione ruoli richiede oggi una vigilanza costante per evitare sanzioni pesanti e blocchi finanziari inattesi.

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Controlli dell’Agenzia delle Entrate sull’”abitualità” delle vendite on line da parte di privati

L’Agenzia delle Entrate ha intensificato il controllo delle vendite su Vinted e in generale il monitoraggio delle vendite su piattaforme digitali (eBay, Wallapop), spostando il focus dalla semplice entità del guadagno alla natura dell’attività: occasionale o abituale.

La sentenza di Cassazione ha infatti chiarito che, ai fini dell’inquadramento come reddito d’impresa, l’abitualità prescinde dalla complessità organizzativa.

Secondo l’art. 55 del TUIR, è sufficiente che l’attività sia svolta con regolarità e frequenza, anche se non in via esclusiva.

In sostanza, un elevato numero di transazioni ripetute nel tempo trasforma il privato in un “imprenditore di fatto”, con il conseguente obbligo di apertura della partita IVA e adempimenti connessi.

L’efficacia degli accertamenti è oggi garantita dalla direttiva DAC7, che impone alle piattaforme la comunicazione automatica dei dati dei venditori che superano specifiche soglie:

  • numero di vendite: più di 30 operazioni annue;
  • corrispettivo totale: superiore a 2.000 euro annui.

Il superamento delle soglie DAC7 inserisce il contribuente nelle liste di selettività del Fisco.