Limite all’uso del contante a 3.000 euro: cosa cambia con il nuovo anno

Contante libero

fino a 3.000 euro

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La Legge di Stabilità 2016, tra le altre novità, ha modificato il tetto massimo per l’utilizzo del contante nelle transazioni tra soggetti diversi, dal precedente limite di 1.000 euro al nuovo limite di 3.000 euro.

Ciò significa che, dal 1° gennaio 2016, si potrà pagare in contanti sino a 3.000 euro, mentre per importi superiori rimarrà l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili (assegno non trasferibile, bonifico, carte di credito, bancomat).

Viene quindi abolito l’attuale limite di 1.000 euro che era stato introdotto nel dicembre 2011.

Nuovo limite di 3.000 euro

Il limite passerà dagli attuali 1.000 ai 3.000 euro per:

  • trasferimento di contanti, libretti di deposito e titoli al portatore
  • libretti di deposito al portatore emessi dalle Poste
  • pagamento di canoni di affitto di abitazioni

In pratica si vieta il trasferimento di denaro contante, libretti di deposito bancari e postali al portatore, titoli al portatore, se effettuato tra soggetti diversi (inclusi i privati), quando il valore del trasferimento supera i 3.000 euro.

Vecchio limite di 1.000 euro

Si continuerà ad applicare il precedente limite di 1.000 euro per:

  • pagamenti di somme eseguite dalla pubblica amministrazione; quindi stipendi, pensioni ed altre somme erogate da enti pubblici dovranno essere effettuati con mezzi tracciabili se di importo superiore a 1.000 euro. Ciò significa, per esempio, che le pensioni potranno essere pagate in contanti per importi sino a 999,99 mentre dovranno essere accreditate sul conto se di importo superiore.
  • rimessa di somme di denaro con l’estero (c.d. money transfer)
  • pagamento di modello F24 cartaceo (cioè presso lo sportello bancario) da parte di soggetti privati, non titolari di partita IVA

Gli assegni bancari e postali resteranno trasferibili solo per importi al di sotto dei 1.000 euro, mentre dovranno essere non trasferibili per importi superiori.

Nessun limite

Non si applica alcun limite per le operazioni di versamento o di prelievo dal proprio conto corrente bancario.

E’ consentito, infatti, svolgere operazioni in contanti di qualsiasi importo quando il soggetto è il medesimo, cioè il titolare del conto corrente: la norma di legge regolamenta l’utilizzo del contante solamente quando avviene tra soggetti diversi.

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3 commenti su “Limite all’uso del contante a 3.000 euro: cosa cambia con il nuovo anno

  1. Buonasera, leggo che non ci sono limiti sul versamento di denaro sul proprio conto. Questo significa che non ci sono più segnalazioni automatiche versando qualunque cifra di denaro?

    1. Buongiorno Ivan.
      Grazie per la tua richiesta di chiarimento.

      La nuova norma che ha innalzato la possibilità di utilizzo del contante ai 3.000 euro non ha modificato per nulla gli obblighi di comunicazione a cui sono tenute le banche.
      Tali obblighi sono peraltro stati interpretati in maniera piuttosto “restrittiva” da molti istituti bancari.

      Gli unici obblighi a cui sono tenute le banche riguardano la comunicazione quando concreti elementi inducano la banca stessa a ritenere che venga violata la normativa antiriciclaggio. Lo dimostra il fatto che molti istituti richiedono l’indicazione della provenienza o destinazione del contante versato o prelevato; tale richiesta non è un obbligo di legge e infatti non esistono sanzioni in caso di rifiuto.

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Svolgo dal 1984 la professione di Ragioniere Tributarista con studio in Torino. La mia specializzazione consiste nel fornire risposte e soluzioni alle problematiche fiscali e tributarie delle piccole imprese e dei liberi professionisti.