Studi di settore più semplici dal 2017

Studi di settore

meno dati da inserire

Studi di settore più semplici dal 2017
© contrastwerkstatt / Fotolia

Gli studi di settore sono uno strumento ben conosciuto da imprese e professionisti, che devono ogni anno fornire una serie piuttosto numerosa di dati e informazioni all’Agenzia Entrate.

A cosa servono gli studi di settore?

Consentono all’Agenzia delle Entrate di stimare i ricavi o i compensi che possono essere richiesti alle imprese ed ai professionisti, mediante l’elaborazione economico e statistica di alcuni importanti dati che vengono richiesti ogni anno ai contribuenti.

Vengono anche utilizzati da ciascuna impresa o professionista per verificare, al momento della compilazione della denuncia dei redditi, la propria posizione rispetto alle risultanze del proprio studio di settore.

Servono infine all’Agenzia delle Entrate come strumento per effettuare delle attività di controllo nei confronti dei lavoratori autonomi.

Cosa cambia dal 2017?

Per l’anno di imposta 2016 (e quindi dalla denuncia dei redditi da presentare nel prossimo anno 2017) è stata promessa una semplificazione nella compilazione degli studi di settore, consistente nella diminuzione del numero di dati e informazioni richieste.

Esaminando le bozze dei modelli per gli studi di settore 2017 si ha modo di verificare che effettivamente sono state ridotte le informazioni richieste all’interno dei modelli, rispetto agli stessi modelli degli anni precedenti.

Verranno richieste minori informazioni soprattutto nei seguenti quadri:

  • quadro B, relativo alle unità locali
  • quadro C, relativo alle modalità di svolgimento dell’attività
  • quadro D, relativo agli elementi specifici dell’attività

Inoltre, sempre esaminando le bozze 2017, non risultano più presenti né il quadro Z (utilizzato per la raccolta di dati da utilizzare per le successive evoluzioni dello studio di settore), né il quadro T (relativo ai cosiddetti correttivi anti crisi).

Considerazioni finali

Dal punto di vista dell’Agenzia delle Entrate questo tipo di semplificazione ha come obiettivo la diminuzione dei tempi di raccolta dati e di compilazione del prospetto degli studi di settore, oltre alla riduzione della possibilità di commettere degli errori nella compilazione.

Dal nostro punto di vista è certamente un passo avanti, ma non è ancora un aiuto decisivo per coloro che devono raccogliere, elaborare e inserire tutti i dati richiesti dagli studi di settore.

Si sarebbe potuto fare molto di più, semplificando in maniera massiccia il numero e la tipologia delle informazioni e dei dati richiesti.

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Svolgo dal 1984 la professione di Ragioniere Tributarista con studio in Torino. La mia specializzazione consiste nel fornire risposte e soluzioni alle problematiche fiscali e tributarie delle piccole imprese e dei liberi professionisti.