Quando guardi i numeri della tua attività, può sembrarti tutto sotto controllo.
Hai chiuso l’anno in utile e ti aspetti di avere un bel po’ di soldi sul conto.
Ma poi guardi la banca… e i conti non tornano.
Benvenuto nel mondo (non sempre intuitivo) della differenza tra utile e disponibilità di cassa.
Se hai una partita IVA individuale, questo è un concetto che può fare la differenza tra sopravvivere e prosperare.
In questo articolo ti spiego:
- utile e cassa: cosa significano davvero
- perché l’utile non garantisce la cassa
- prelievi, investimenti e regime fiscale
- scenari reali che mostrano il problema
- come migliorare la tua liquidità
Utile e cassa: cosa significano davvero
L’utile è ciò che rimane dopo aver sottratto i costi dai ricavi. Un indicatore importante, certo, ma è solo teorico.
Viene calcolato con il principio di competenza, cioè tiene conto anche di fatture che non hai ancora incassato o pagato.
La disponibilità di cassa, invece, riguarda i soldi realmente entrati e usciti dal tuo conto. È la fotografia reale della tua liquidità.
Una frase che riassume tutto? “Il fatturato è vanità, l’utile è ragionevolezza, ma la cassa è realtà.”
Perché l’utile non garantisce la cassa
Puoi avere un utile positivo ma trovarti con il conto in rosso. Perché?
Ecco alcune situazioni tipiche:
- hai emesso fatture, ma i clienti non hanno ancora pagato.
- hai anticipato spese (acconti, fornitori, tasse) che non riducono l’utile ma drenano cassa.
- hai fatto investimenti (computer, attrezzature) che impattano la cassa, ma non l’utile in modo immediato (grazie agli ammortamenti).
In sostanza, l’utile guarda il “quanto guadagni”, mentre la cassa guarda il “quanti soldi hai”.
Prelievi, investimenti e regime fiscale
Se hai una partita IVA individuale, c’è un altro fattore da considerare: i prelievi personali:
- puoi prelevare liberamente dal tuo conto, ma non tutti i soldi sono “tuoi”.
- prelevare in base all’utile (senza guardare la cassa) può creare problemi.
- in regime forfettario, il reddito imponibile si calcola in base agli incassi, ma paghi le imposte anche su fatture incassate solo parzialmente.
Regola d’oro: prima incassi, poi prelevi.
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Scenari reali che mostrano il problema
Vediamo qualche esempio concreto.
⇒ Scenario 1: utile sì, cassa no
Hai fatturato 100.000 €, con costi per 60.000 € → utile: 40.000 €
Ma hai incassato solo 80.000 €. Hai comunque pagato tutti i fornitori.
Risultato? In cassa hai solo 20.000 €, non 40.000 €.
⇒ Scenario 2: fatture incassate in ritardo
Hai emesso una fattura da 5.000 € a dicembre, ma la incassi a febbraio.
Nella dichiarazione dei redditi, quella somma è utile del 2024, ma in banca non è ancora arrivata.
⇒ Scenario 3: investimento importante
Compri un MacBook da 3.000 €.
In bilancio lo ammortizzi in 5 anni → pesa 600 €/anno sull’utile.
Ma la cassa se ne va tutta subito.
Come migliorare la tua liquidità
Ecco qualche consiglio pratico per tenere sotto controllo la cassa, non solo l’utile:
- monitora i flussi di cassa mensilmente (entrate vs uscite reali)
- usa un conto separato per l’attività, evita di mescolare soldi personali
- stima le imposte e mettile da parte (acconti e saldi arrivano sempre…)
- negozia con clienti e fornitori tempi di pagamento coerenti
- valuta strumenti come factoring o anticipo fatture se hai clienti lenti nei pagamenti
Conclusione
Se sei un titolare di partita IVA, ricordati che l’utile non è un bancomat. Non puoi prelevare tutto quello che “hai guadagnato” sulla carta.
Controlla la tua disponibilità reale, pianifica i pagamenti e monitora i flussi.
Solo così potrai gestire bene la tua attività e dormire sonni tranquilli.
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