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Copywriter freelance e partita IVA

Fisco e Tasse

Vuoi lavorare come copywriter freelance e non sai se devi aprire la partita IVA?

Oppure hai già qualche cliente e vuoi capire quando la tua attività diventa professionale?

Scrivere testi è solo una parte del lavoro del copywriter freelance.

Devi anche trovare clienti, preparare preventivi, emettere fatture e gestire tasse e contributi.

Quando l’attività diventa abituale, la partita IVA del copywriter diventa quindi un passaggio importante.

In questo articolo ti spiego:

  • quando serve la partita IVA;
  • come scegliere il codice ATECO;
  • come funziona il regime forfettario;
  • quali contributi INPS devi pagare;
  • cosa valutare prima di iniziare.
Copywriter freelance e partita IVA

Copywriter freelance e partita IVA: quando serve?

Non esiste una soglia di compensi che stabilisce automaticamente quando devi aprire la partita IVA.

Quello che conta è soprattutto il modo in cui svolgi la tua attività.

Se lavori in modo saltuario, puoi trovarti nell’ambito del lavoro autonomo occasionale.

Se invece lavori in maniera abituale e organizzata, la situazione cambia.

Per esempio, alcuni segnali possono essere:

  • cerchi continuamente nuovi clienti;
  • collabori ogni mese con aziende o agenzie;
  • hai un sito o un portfolio professionale;
  • promuovi i tuoi servizi sui social;
  • prepari regolarmente preventivi e contratti;
  • programmi il lavoro con obiettivi di fatturato.

Facciamo un esempio.

Scrivi una pagina web per un conoscente e l’incarico resta isolato?

La situazione è diversa rispetto alla gestione mensile di newsletter e articoli per tre clienti.

Nel secondo caso l’attività presenta già caratteristiche di continuità e organizzazione.

Per approfondire puoi leggere anche come funziona il lavoro autonomo occasionale.

Partita IVA copywriter: come si apre?

Se svolgi il lavoro come libero professionista devi comunicare l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate.

Per una persona fisica che esercita un’attività professionale viene utilizzato il modello AA9/12.

Tra le informazioni da indicare trovi anche l’attività svolta e il relativo codice ATECO.

La scelta del codice è importante perché deve rappresentare quello che fai realmente.

Il termine “copywriter”, infatti, può comprendere attività molto diverse.

Potresti occuparti principalmente di:

  • testi pubblicitari;
  • articoli SEO;
  • newsletter;
  • content marketing;
  • consulenza editoriale;
  • comunicazione e strategia.

Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025. È utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025.

Quindi non conviene cercare semplicemente “il codice ATECO copywriter”.

Devi individuare il codice più coerente con l’attività che svolgi davvero.

Se svolgi più attività, bisogna inoltre identificare quella principale e valutare le altre.

Se vuoi approfondire, leggi anche come aprire una partita IVA.

Regime forfettario copywriter: conviene sempre?

Il regime forfettario per un copywriter è spesso la prima soluzione presa in considerazione.

È un regime con diversi adempimenti semplificati e regole particolari per il calcolo delle tasse.

Ma questo non significa che sia sempre la scelta migliore.

Nel regime forfettario non sottrai analiticamente tutte le spese sostenute dai compensi.

Il reddito viene determinato applicando un coefficiente di redditività collegato all’attività esercitata.

Successivamente vengono considerati i contributi previdenziali deducibili e viene calcolata l’imposta sostitutiva.

Per questo devi considerare anche quanto spendi per lavorare.

Un copywriter può sostenere costi per:

  • computer e attrezzatura;
  • software SEO e strumenti di intelligenza artificiale;
  • sito web e pubblicità;
  • corsi e formazione;
  • coworking;
  • editor, designer e altri collaboratori.

Facciamo un esempio.

Incassi 35.000 euro e sostieni pochissime spese? Il forfettario potrebbe risultare interessante.

Se invece investi molto in collaboratori, pubblicità e strumenti, serve un confronto più approfondito.

La semplicità fiscale, da sola, non determina quindi la convenienza.

Puoi approfondire leggendo la nostra guida sul regime forfettario e sulle tasse da pagare.

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Contributi INPS copywriter: quanto devi pagare?

Un altro costo importante riguarda i contributi previdenziali.

Il copywriter freelance normalmente non dispone di una Cassa professionale specifica.

Quando ricorrono i presupposti, il riferimento è quindi la Gestione Separata INPS.

Nel 2026 l’aliquota complessiva prevista per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria è del 26,07%.

La percentuale comprende il 25% per la componente pensionistica, lo 0,72% aggiuntivo e lo 0,35% per ISCRO.

Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra previdenza obbligatoria l’aliquota è invece del 24%.

Questo non significa che devi togliere automaticamente il 26,07% da ogni fattura.

I contributi vengono calcolati sulla relativa base imponibile e versati alle scadenze previste.

Devi però ricordarti di accantonare una parte degli incassi.

Se incassi 1.000 euro, quindi, non considerarli tutti immediatamente disponibili.

Una parte servirà per tasse, contributi e spese professionali.

Può essere utile dividere la liquidità in tre parti:

  • spese dell’attività;
  • tasse e contributi;
  • compenso personale disponibile.

Copywriter senza partita IVA ed ex datore di lavoro

Un’altra situazione da valutare riguarda il rapporto con i clienti.

Avere un cliente importante non significa automaticamente essere un lavoratore dipendente.

Deve però esserci una reale autonomia nell’organizzazione del lavoro.

Presta maggiore attenzione se il cliente stabilisce orari, modalità e presenza quotidiana.

Un caso ancora più delicato riguarda l’ex datore di lavoro.

Il regime forfettario prevede specifiche cause di esclusione legate alle attività svolte prevalentemente verso determinati datori di lavoro.

Per questo, se lasci un’agenzia e inizi subito a fatturarle, conviene verificare la situazione.

Non guardare soltanto alla tassazione. Valuta anche il contratto, la tua autonomia e il peso economico di quel cliente.

Se sei contemporaneamente dipendente puoi leggere anche la nostra guida su partita IVA e lavoro dipendente.

Copywriter freelance e diritti d’autore

Nel lavoro del copywriter possono entrare in gioco anche i diritti d’autore.

Potresti ricevere compensi legati all’utilizzo economico di un’opera o alla cessione dei diritti.

Non significa però che ogni testo scritto da un copywriter abbia automaticamente lo stesso trattamento fiscale.

Bisogna considerare il contratto e il collegamento con l’attività professionale.

L’Agenzia delle Entrate distingue anche il caso dei proventi da diritto d’autore correlati all’attività svolta in regime forfettario.

Presta quindi attenzione quando un contratto contiene espressioni come:

  • cessione dei diritti;
  • royalty;
  • licenza;
  • utilizzi futuri;
  • riutilizzo dei contenuti.

Prima di firmare è meglio capire cosa stai cedendo e come verrà pagato.

Checklist prima di aprire la partita IVA da copywriter

Prima di iniziare, prova a rispondere a queste domande:

  • Ho clienti ricorrenti?
  • La mia attività è occasionale oppure continuativa?
  • Qual è la mia attività principale?
  • Quale codice ATECO la rappresenta meglio?
  • Il regime forfettario è davvero conveniente?
  • Quanto spenderò ogni anno per lavorare?
  • Devo iscrivermi alla Gestione Separata INPS?
  • Lavorerò soprattutto per un ex datore?
  • I miei contratti regolano revisioni e diritti d’autore?
  • Sto accantonando denaro per tasse e contributi?

Ricordati anche di calcolare bene le tue tariffe.

Il prezzo non deve coprire soltanto le ore passate a scrivere. Deve comprendere briefing, ricerca, revisioni, amministrazione e ricerca di nuovi clienti.

Copywriter freelance e partita IVA: da dove iniziare?

Aprire la partita IVA non significa semplicemente ottenere un numero dall’Agenzia delle Entrate.

Significa iniziare a gestire il copywriting come una vera attività professionale.

Devi valutare il regime fiscale, i contributi, i costi e il rapporto con i clienti.

Fare questi calcoli prima di iniziare ti aiuta anche a stabilire prezzi più sostenibili.

E soprattutto evita brutte sorprese quando arriveranno tasse e contributi.

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