“Ho una partita IVA ma non so quante tasse pago”.
Se lavori nel digitale, questa frase l’hai detta almeno una volta.
Web designer, marketer, copywriter, sviluppatori.
Aprono la partita IVA con entusiasmo.
Poi arriva giugno. E arriva il panico.
La verità è semplice: tasse e contributi non sono sorprese.
Sono numeri prevedibili. Basta conoscerli prima.
In questo articolo facciamo chiarezza su:
- differenza tra imposte e contributi
- regime forfettario e regime ordinario
- esempio pratico dal fatturato al netto
- errori più comuni
- scadenze da segnare in agenda
Partita IVA tasse: imposte e contributi non sono la stessa cosa
Quando parli di “tasse”, in realtà stai mescolando due cose diverse:
- Imposte → soldi che versi allo Stato
- Contributi previdenziali → soldi che versi all’INPS per pensione, malattia, maternità
Molti freelance guardano solo l’imposta sostitutiva del 15%.
Ma dimenticano i contributi.
Se sei un professionista digitale iscritto alla Gestione Separata INPS, paghi circa il 26% sul reddito imponibile.
Questo significa che spesso i contributi pesano più delle imposte.
Errore tipico: confondere il fatturato con il guadagno netto.
Quello che incassi non è quello che puoi spendere.
Se vuoi capire meglio come funziona il meccanismo, leggi anche
👉 Scopri come si calcolano le imposte nel regime forfettario in questo articolo di Studio Cartello
https://www.cartello.it/imprese-e-professioni/regime-forfettario-e-tasse-quali-imposte/
Regime forfettario e regime ordinario: quante tasse paghi?
La prima grande scelta riguarda il regime fiscale.
Regime forfettario
È il più usato tra i professionisti digitali.
Funziona così:
- Imposta sostitutiva 15% (5% per le nuove attività)
- Niente IVA
- Limite ricavi 85.000 euro
- Reddito calcolato con coefficiente di redditività
- Deduzione solo dei contributi previdenziali
Esempio:
Se sei un social media manager o un marketer, il coefficiente è spesso 78%.
Vuoi approfondire?
👉 Qui trovi la guida completa al regime forfettario di Studio Cartello
https://www.cartello.it/fisco-e-tasse/regime-forfettario-2023-come-funziona/
Regime ordinario
Qui cambia tutto.
- IRPEF progressiva (23% – 35% – 43%)
- Applichi l’IVA
- Puoi dedurre tutti i costi reali
- Contabilità più strutturata
Molti pensano che il forfettario convenga sempre.
Non è vero.
Se hai molte spese (software, advertising, collaboratori), l’ordinario può risultare più conveniente.
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Partita IVA tasse esempio: da 40.000 euro al netto
Facciamo un esempio concreto.
Professionista digitale in regime forfettario.
Fatturato annuo: 40.000 euro
Coefficiente: 78%
1️⃣ Reddito imponibile
40.000 × 78% = 31.200 euro
2️⃣ Contributi INPS (26%)
Circa 8.100 euro
3️⃣ Imposta sostitutiva 15%
Circa 4.680 euro
Totale tasse + contributi: circa 12.800 euro
Significa che paghi circa il 32% del fatturato.
Non del reddito.
Del fatturato.
Ecco perché serve pianificazione.
Partita IVA tasse: gli errori che costano caro
Ecco gli errori che vedo più spesso tra i professionisti digitali.
1️⃣ Scegliere il regime senza simulazioni
Il forfettario non è sempre la scelta migliore.
2️⃣ Non accantonare ogni mese
Apri un conto dedicato solo per le tasse.
3️⃣ Dimenticare gli acconti
A giugno paghi:
- saldo anno precedente
- primo acconto anno in corso
È il famoso “effetto doppio pagamento”.
4️⃣ Ignorare il principio di cassa
Nel forfettario contano solo gli incassi.
Non le fatture emesse.
5️⃣ Sbagliare codice ATECO
Influisce sul coefficiente e quindi sulle tasse.
Se sei all’inizio e hai dubbi sulla struttura della tua attività, ti consiglio anche:
👉 Aprire una partita IVA: ecco quello che devi sapere
https://www.cartello.it/fisco-e-tasse/aprire-una-partita-iva/
Partita IVA tasse: le scadenze da segnare
Le principali scadenze annuali sono:
- 30 giugno → saldo + primo acconto
- 30 novembre → secondo acconto
- 16 di ogni mese → IVA (se sei in ordinario)
Se non paghi in tempo, le sanzioni possono arrivare al 30%.
Un calendario fiscale chiaro ti evita ansia e brutte sorprese.
Come evitare la frase “non so quante tasse pago”
La soluzione è semplice:
✔️ Fai una simulazione prima di iniziare
✔️ Accantona ogni mese tra il 30% e il 35%
✔️ Separa conto personale e conto professionale
✔️ Fatti affiancare da un consulente fiscale che parli chiaro
La partita IVA non è un salto nel buio.
Diventa rischiosa solo quando lavori “a sensazione”.
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